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Ho fatto tanti week end in Umbria, e mi sono piaciuti anche solo per i tragitti in mezzo alla natura che si possono fare per raggiungerla.
Mi piace andare a sud passando per l’E45, attraversando le foreste casentinesi e tonare dalla Valmarecchia o via gli appennini marchigiani. Sono strade spettacolari in auto.
Perché tanti week end in Umbria
Sono tornato diverse volte anche per incontrare quella che posso considerare la mia prima e più assidua lettrice. Soprattutto quando avevo solo lei, e quando scrissi i miei primi romanzi.
Quando passai la prima volta per la meravigliosa piana di Castelluccio di Norcia però il vedere i tanti ruderi causati dal terremoto che colpì quel territorio mi diede una fitta al cuore.

Nebbia fitta nell’appartamento
Per una serata speciale di cui non posso rivelare il motivo, con un’ amica ci incontrammo direttamente in un appartamento rustico nella campagna perugina. Portammo la cena da casa, tanto vino e ci facemmo accendere il caminetto.
Al fine di creare più atmosfera aveva voluto accendere anche un po’ di candele. Il camino non tirava bene e la legna non era adeguata. Tant’è che, quando mi svegliai nel cuore della notte, per raggiungere il bagno mi sarebbero servirti i fanali antinebbia. A pensarci forse rischiammo anche l’intossicazione; dovemmo spalancare tutto per il ricambio d’aria e ci congelammo essendo pieno inverno.

Quasi ignudo per la pubblica via
In un altro week end in Umbria, con la stessa amica della nebbia, la prima volta non dormimmo assieme (non si fa mica sempre subito bingo!). Alloggiai in un appartamento a Città di Castello, in pieno centro.
La struttura era tenuta bene, ma antica, le porte erano di quelle che da fuori si aprono solo con le chiavi e il bagno era in comune. Al mattino, preso dai miei progetti uscii di camera in accappatoio per fare la doccia, sprovvisto di chiave e ovviamente di cellulare. Nel momento esatto in cui sentii lo sdeng della porta dietro di me realizzai che mi ritrovavo in una di quelle situazioni dove molta gente che conosco avrebbe iniziato a strillare o per lo meno a disperarsi.
Non c’era una reception e non sapevo dove vivesse il proprietario. Provai ad uscire in strada. Ma subito constatai che i pochi passanti difficilmente mi avrebbero potuto aiutare. E comunque d’inverno, uno in ciabatte ed accappatoio per strada non ispira molta fiducia.
Rientrando non mi venne in mente altro se non provare ad aprire tutte le porte che potevo trovare. Ovviamente solo l’ultima si aprì e mi ritrovai dietro al bancone di un bar. La giovane barista mi guardava allibita e un po’ spaventata.
Spiegai il tutto e chiesi se conoscessero e potessero contattare il signore che affittava stanze dietro al loro bar. Ancora una volta fui fortunato. Mai come in quella occasione ho benedetto il mio vizio di portarmi da casa l’accappatoio anche se sto via una notte. Ognuno ha le sue comodità preferite.
In un week end in Umbria, ma anche Toscana, i monti rognosi
Nello stesso alloggio tornai quando mi incontrai anche con un’altra ragazza di quelle parti. Stetti molto attento nel fare la doccia e feci colazione nel bar ridendo da solo.
In quell’occasione ne approfittai per un trekking nella vicina riserva naturale dei Monti rognosi, in provincia di Arezzo. Un nome per me tanto bello, è originato dall’aspetto aspro e dalle tante e colorate rocce. In tutta la Val Tiberina, parte in toscana e parte in Umbria, ci sono bellissimi trekking.
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