This post is also available in:
English (Inglese)
Ad Agia Napa andai a letto chiedendomi se sarei riuscito a visitare Cipro Nord e Varosha il giorno dopo. O se avrei dovuto passare quel Natale in quell’hotel terribile e soprattutto ridimensionare il viaggio.
Capo Sant’Andrea , la parte più bella del visitare Cipro Nord

La mattina iniziò male, perché avevo scelto di fare colazione in hotel per non dover perdere tempo e quindi partire presto, e invece mi mandarono in un altro hotel dove però avrei dovuto aspettare le 8:30. Supplicai un caffè e furono gentili da farmi sedere assieme agli operai che dovevano fare delle ristrutturazioni nell’hotel semi chiuso. Persi tempo che poi si rivelò decisivo per la questione auto nascosta di cui ho già scritto, ma l’importante era che stavo decentemente.

È stato uno dei giorni di Natale più originali della mia vita. Dopo essere arrivato a Nicosia e fatto il cambio auto, lo trascorsi quasi interamente a Cipro Nord. Avevo confidato nel fatto che essendo mussulmani, non avrei avuto problemi per trovare dove mangiare. In realtà vuoi per il ritardo accumulato e per realizzare l’ambizioso tour che avevo in testa; vuoi perché non avevo affatto fame essendo ancora leggermente febbricitante, il cibo non fu un problema.
La nazione è piccola, praticamente una penisola la cui estremità si assottiglia man mano fino a capo Sant’ Andrea. Il paesaggio è spettacolare, e anche se le strade non sono sempre ottime, l’attraversamento della regione del Karpas è indimenticabile.
L’ultimo pezzo diventa sterrata ed è quello dove ci sono gli asini liberi, anzi, questi fanno dei veri e propri posti di blocco per fermare le auto e pretendere dazio dai turisti. Arrivai proprio in fondo a Capo Sant’Andrea, giusto in tempo per il pranzo di Natale, condivisi feta, olive e grissini con uno di quegli asini liberi.
Famagosta, la parte più triste di Cipro Nord

Tornando verso Cipro Sud, avevo scelto di dormire a Famagosta per visitare il centro storico e soprattutto il quartiere Varosha. Arrivai nel tardo pomeriggio e ancora abbastanza provato, non riuscii a completare il mio itinerario e mi ricaricai un po’ le batterie in camera (hotel di lusso per i miei standard e pagato una sciocchezza).
Diedi un’occhiata al centro e scelsi male il ristorante; capitai in un posto dove era permesso fumare. Accanto a me c’era già una coppia che restò anche dopo che me ne andai; per tutto il tempo (servizio piuttosto lento) non toccarono cibo e si saranno fumati non so quante sigarette, ma ormai ero lì.
Sbagliai pure ad ordinare, perché ben due camerieri trovarono difficile da capire la mia richiesta se le porzioni fossero grandi, e alla fine ordinai due piatti di cui uno che lasciai quasi per intero. Si trattava di una specie di tortelli, tipo i buonissimi piroghi polacchi, ma questi quasi spappolati e al limite dell’immangiabile. Mi riappacificai con la cucina turca (che adoro), due settimane dopo, ma a Dover, in Inghilterra.

Varosha
Volevo visitare Cipro nord per la natura, gli asini liberi, ma anche per la storia recente di questo sfortunato territorio. La mattina seguente andai a Varosha, il quartiere abbandonato dal 1974, quando ci furono sparatorie in occasione della guerra civile. C’è un percorso che passa attraverso palazzi abbandonati da allora e dove la natura ha ripreso il sopravvento E’ toccante, soprattutto immaginando chi ci viveva e scappando in quel momento, mai avrebbe potuto immaginare che non ci sarebbe più potuto tornare.
Home insieme di viaggi Il profumo delle isole del Mediterraneo
Tappa precedente Ammalarsi in viaggio e in un pessimo hotel
Tappa successiva Incontrare gente in viaggio nell’isola dei gatti

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente
Paesi visitati nei miei racconti di viaggio
Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.