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Visitare Bangkok è un’esperienza adrenalinica, anche se non come nel film Una notte da leoni 2.
Visitare Bangkok, incontri tra templi e night life
Feci un sacco di conoscenze interessanti in questo viaggio, ma per certi versi il numero uno fu un signore a Bangkok. Mi disse che ero cattivo e stupido perché non volevo credere che mio hotel avrebbe chiuso alle tre del pomeriggio (tra l’altro non sapeva quale fosse) e non volevo seguirlo nell’hotel di un suo amico.
Meritevole fu anche la signora che a tutti i costi mi voleva vendere una gallina viva.

Bangkok è caotica, si passa da svettanti grattacieli a baraccopoli; nightclub e templi; mercati pieni di colori e odori alternati a centri commerciali ultramoderni.
Non mi potei perdere il palazzo reale e i templi principali, facendo spola da una sponda all’altra del grande fiume che attraversa la città. Ma non ebbi il tempo per andare nel celebre mercato galleggiante e nemmeno in quello dove ogni tanto passa il treno e i negozianti devono spostare la merce dalle rotaie.
La via del divertimento
Indimenticabile è Khao San Road, la via dello street food thailandese, molto turistica ma davvero divertente e con locali con musica a palla.
Lì mi fermò una ragazza statunitense che, ubriaca in pieno giorno, mi si propose come prostituta improvvisata perché aveva finito i soldi. Si offese per il mio rifiuto. Quando la re-incontrai poco dopo che teneva la mano ad un pancione attempato, mi guardò con aria orgogliosa.

Una sera feci una di quelle cose che mi piace molto fare quando trovo una zona tanto vivace, come può essere Bourbon street a New Orleans o piazza Jemaael-Fnaa a Marrakesh. Trovai un punto in alto da cui osservare la vita di quel vivace piccolo mondo, bevendomi una birra.
Nelle bancarelle evitai gli scorpioni fritti, ma come avremmo dovuto fare con l’incontro parigino biondo, presi del durian.
È un frutto grande più o meno come i nostri meloni e che va molto da quelle parti; capita di trovare bancarelle con delle montagne, ma è vietato portarlo sugli autobus perché puzza troppo. Con la ragazza conosciuta in Cambogia ci eravamo promessi che l’avremmo provato assieme per sfida, lo feci da solo: disgustoso! Mentre in generale adoro la cucina thai.
Provare gli antibiotici Thailandesi
Il problema che emerse nella capitale fu invece un altro, anche se era stato causato giorni prima.

In Romagna, almeno quando ero piccolo io, se avevi un taglio o una delle ferite frequenti che ti capitavano giocando nei cortili e nei marciapiedi, ti dicevano fai il bagno nell’acqua del mare, che disinfetta!
Mi hanno spiegato molti anni dopo che questa cosa forse può valere nel nostro mare, chiuso e molto inquinato, ma invece è vero il contrario negli oceani.
Nei mari più grandi ci sono tanti batteri (segno di minor inquinamento), che se trovano dove infilarsi fanno festa.
Così il mio taglietto insignificante, che mi ero procurato cadendo dal ponte di bambù, e che a casa non avrebbe meritato nemmeno un cerotto, col bagnetto a Ko Phangan, si infettò.
Questa cosa mi capitò poi anche in Egitto, e senza taglio pure in Australia in un orecchio.
Le farmaciste Thailandesi ci vanno giù pesante con le pomate di antibiotico, che mi diedero senza ricetta. Fortunatamente dopo un po’ mi sistemai. Tornato a casa in farmacia si stupirono della potenza che aveva il farmaco che mi avevano dato.

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