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Nel gennaio 2019 feci un’esperienza ibrida di villaggio turistico ma anche fai da te. Negli anni precedenti avevo fatto i miei primi snorkelling: Thailandia, Australia e Belize.
Ne ero stato entusiasta e confrontandomi con compagni più esperti, tutti mi dissero che il top era il Mar Rosso: vicino, facile e bellissimo.
Le foto di questo articolo sono realizzate tutte con l’Intelligenza artificiale, che è tanto di moda che merita d’essere presa in giro. Notate nella foto in evidenza i pesci con 2 code e senza testa!

Il villaggio turistico
Ero molto prevenuto verso la classica vacanza da villaggio turistico; soprattutto per le animazioni e per rischiare di imbattermi nelle tipiche famiglie Boldi e De Sica; avrei potuto provare, ma la settimana classica sarebbe stata troppa. Mi informai un poco e trovai una soluzione alternativa che superava tutti i miei dubbi.
Identificai un resort internazionale, senza animazione e con la barriera corallina direttamente accessibile dalla spiaggia in una zona ancora abbastanza calda a gennaio. Prenotai direttamente nel resort con cui mi accordai anche per il transfert dall’aeroporto. Decisi di farlo per soli tre giorni, in tempo che ritenevo sufficiente per un paio di nuotate. Ci arrivai con un charter da Praga, dove trovai anche il mondo di pranzare nello scalo del ritorno e di intravederla finalmente innevata.

Fu tutto perfetto se non che quello che pareva un incidente insignificante, ossia un taglietto superficiale e di un paio di cm, divenne un salasso, più costoso di tutto il viaggio.
Mancanza assicurazione sanitaria
Molti stavano in piscina, in spiaggia c’era vento, ma gli ombrelloni erano abbastanza riparati e si trattava di asciugarsi alla svelta una volta fuori dall’acqua che non era proprio calda. Vedevo la barriera corallina a pochi metri, non sarebbe stato necessario nemmeno nuotare, attrezzato con le mie scarpine da scoglio sarei dovuto andare dritto per dritto, ma cercai un punto con una corrente di acqua un po’ più calda. A riva c’erano un po’ di rocce, e dopo pochi passi ne sfiorai una con uno stinco.
Feci il mio bagnetto non troppo lungo in mezzo a tanti pesciolini colorati e soddisfatto ma infreddolito tornai all’asciutto, quando mi accorsi che avevo un tagliettino che sanguinava un po’, una roba che in Italia nemmeno mi avrebbe fatto sprecare un cerotto.
Da bambino le nonne dicevano che, quando avevi una ferita, l’acqua del mare disinfettava. Anni dopo un dermatologo, in seguito a problemi che ebbi in Thailandia, mi spiegò che non era proprio così. Nel nostro mare, piccolo ed inquinato, essendoci pochi batteri, il detto delle nonne poteva avere un senso, ma negli Oceani, ricchi di varie forme di vita, una ferita poteva facilmente causare un’infezione, come puntualmente mi accadde di nuovo.
I bagnini mi medicarono ma mi consigliarono di farmi vedere anche dal medico del resort. Ero già infettato; mi siringò un antibiotico e mi diede una pomata; mi incerottò e disse di tornare dopo qualche ora. Devo dire che l’assistenza fu impeccabile, ma siccome per soli 3 giorni non avevo fatto l’assicurazione sanitaria, mi meritai la mitica frase dello spot anni ’80; e sganciai quasi 500 euro!
Pertanto, ribadisco che è fondamentale stipulare un’ assicurazione sanitaria quando si esce dalla comunità europea.
Capodanno nel villaggio turistico: passeggiando sulle sponde del Mar Rosso
La festa di Capodanno nel villaggio turistico fu una delle più divertenti oltre che esotiche della mia vita.
In generale la vacanzina fu molto gratificante per l’aspetto delle conoscenze. Come detto, non c’era la classica animazione coi giochini ma il capo dell’animazione che mi aveva preso in simpatia, dovette dare qualche comunicazione, soprattutto per i pasti e per l’organizzazione della cena del 31 dicembre dove allestirono degli spettacolini. Ero l’unico italiano, e ogni volta non mancava di tradurre anche per me, cercandomi sorridente con lo sguardo.
In maggioranza c’erano famiglie del centro/est Europa; tanti bambini educatissimi con zero schiamazzi. Feci amicizia con le 3 scapole; 2 amiche francesi e una pensionata tedesca. Per la cena che iniziò prestissimo, tipo alle 18:00, capitai nel tavolo con una coppia di tedeschi che si fecero gli affari loro e una mista (lui belga e lei polacca).
C’era un ricchissimo buffet compreso nel prezzo, mentre il bere era a parte, ma le birre costavano tipo 50 centesimi; io e il belga raggiungemmo la doppia cifra e ovviamente ridemmo tanto. La festa finì presto e prima di andare a dormire mi soffermai a lungo sotto un incombente e maestoso cielo stellato.

Passeggiata all’alba dell’anno nuovo
Come mi piace molto, nel primo mattino dell’anno nuovo mi svegliai presto per godermi una lunga passeggiata in solitaria, questa volta sulle sponde del Mar Rosso.
I resort sono piuttosto distanti l’uno dall’altro, mi fermai ben prima di quello più vicino al mio, quando vidi cartelli di pericolo per la presenza di cani randagi, con cui in Thailandia avevo già avuto esperienze non piacevoli.
Da un lato l’oceano, dall’altro il deserto, natura selvaggia e nessuna presenza umana; nemmeno un Mosè ad aprire le acque come fece da quelle parti qualche anno fa; forse.
Finché scorsi già da lontano una figura che mi veniva incontro. Quando ci incrociammo mi sfoderò un super saluto con un totale di un solo dente. Parlava solo arabo, e portava una busta della spesa senza scritte e stracolma di cibo. Erano resti del buffet della sera precedente, mischiati: pasta, carne, riso, frutta, verdura; si distinguevano i vari strati. Frugò sotto al suo ampio mantello e mi regalò una piccola conchiglia che conservo ancora.

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