This post is also available in: English (Inglese)

Avevo avvisato tutti i miei conoscenti della mia idea di viaggiare in Thailandia in solitaria. Il giorno della partenza, al mattino andai a lavorare. Quando salutai le mie colleghe, si raccomandavano stessi attento, ma che erano certe mi sarei divertito. Raccontai del sogno della notte precedente in cui ero in un autobus con una biondina.

Erano un po’ preoccupate perché ormai era assodato che in giro mi cacciavo sempre in qualche guaio. Soprattutto in occasione dell’ultima meta lontana ed esotica (Cuba) il guaio era stato bello grosso. Ma questa volta tornavo a viaggiare in solitaria e quindi sarei stato più attento.

Ciò non significa che non mi imbattei in qualcosa di originale; infatti:

  • venni inseguito dai cani randagi (due volte nella stessa serata)
  • caddi da un ponte di bambù
  • mi ribaltai da una canoa assieme ad un francese

In quei 15 giorni nel sud est asiatico ebbi a che fare con diversi francesi, e nonostante i pregiudizi che abbiamo in Italia, tutti piuttosto simpatici.

Per la prima volta ero dotato di un telefono con cui immortalare istanti e aggiornare via Facebook gli interessati alle mie avventure.

Colonnato di mattoni dei resti di un tempio a Sukhothai
Nella zona a nord di Bangkok ci sono le antiche capitali del regno Siam dove vanno poco gli italiani ma per me è dobbligo se si vuole viaggiare in Thailandia

Visitare Ayutthaya

Atterrato a Bangkok presi subito un treno che mi portò ad Ayutthaya che è una delle antiche capitali dell’antico Regno Siam.

Già in treno mi sentì completamente in un altro mondo, unico occidentale e piacevolmente (nelle zone meno turistiche) nell’indifferenza dei Thailandesi. Un gran vantaggio del viaggiare in Thailandia é che i viaggiatori vanno nei posti dove vanno anche i locali. Non è come in Africa, dove per esempio nei safari ci vanno solo i ricchi turisti e quindi i prezzi aumentano e c’è meno autenticità.

Presi una bici graziella scassatissima all’ostello e girai i templi buddisti tutto il giorno. Me lo avevano detto che in quella città c’era il rischio cani randagi e durante il giorno li avevo visti sonnecchianti tra le afose rovine e non me ne preoccupai.

La sera sempre in bici andai nella zona centrale piena di bancarelle a cenare. Trovai anche un pub con tavolini all’aperto e dove suonavano musica rock. Ad agosto è caldo e umido; quindi, capii subito che le birrette fresche ed economiche sarebbero state una costante.

La serie di gigantesche Stupa di Ayuttaya che si innalzano al cielo
La cosa più bella di Ayutthaya secondo me è la serie di stupa resti ben conservati dellantica capitale

Inseguito dai cani randagi

Tornando verso l’ostello, incrociai due cagnetti che iniziarono ad inseguirmi dopo una serie di ringhiate e abbaiate che avevo ignorato. Ero convinto fossero tutte chiacchiere e distintivo, quindi si, accelerai un po’ la pedalata, ma continuando ad essere piuttosto sereno. Quando uno dei due mi sfiorò il calcagno decisi che era il caso di mulinare i miei gamboni. Ma non riuscivo a distanziarli!

Una testa scolpita in una roccia è inglobata da un albero ad Ayuttaya; questa è una delle foto più iconiche del viaggiare in Thailandia
Questa testa di roccia è inglobata da un albero Si trova ad Ayutthaya dove sono stato inseguito dai cani randagi

Ad un certo punto gli arrugginiti ingranaggi del mio potente mezzo iniziarono ad emette rumori sinistri. Per alcuni istanti pensai che fosse giunta la mia fine. Immaginai che la bicicletta si sarebbe sbriciolata sotto di me e io sarei stato a mia volta sbriciolato dalle  belve.

Ed invece i due si spaventarono e si immobilizzarono per lo strano rumore, la bici restò integra e mi allontanai risollevato.

L’adrenalina che pervadeva il mio corpo si mescolò con la birra Chang (un altro must del viaggiare in Thailandia) che avevo ingerito in abbondanza. Poi il rilassamento per lo scampato pericolo e l’essermi distratto a proposito del tragitto da percorrere fecero il resto. Così di lì a pochi minuti, mi ritrovai nello stesso punto di prima, coi due cagnetti che probabilmente avranno pensato che li stessi prendendo in giro. Questa volta però sapevo quello che mi aspettava e non commisi l’errore di sottovalutare i miei nuovi nemici che essendo ancora distanti, riuscì ad evitare con una super strategica e poderosa inversione a U: fortunatamente non c’erano auto dietro di me.

Potevo raccontare divertito che ero stato inseguito dai cani randagi, e per ben 2 volte!

Su Facebook raccontai questo episodio, rassicurando che la disavventura l’avevo già avuta e quindi il resto del viaggio sarebbe stato tranquillo. Ciao.

Sukothai, Lopburi e Phitsanulok

Stupa e tempio presenti nell'isolotto del lago del parco archeologico di Sukhothai
Questo tempio si trova nellisolotto del lago del parco archeologico di Sukhothai

Andando verso Sukhothai in treno, passai da Lopburi celebre per il tempio delle scimmie; non mi fermai, ma le vidi bene, anche perché sono innumerevoli. La città salì alle cronache durante il Covid perché senza i lasciti dei turisti le scimmie non avevano da mangiare e cominciarono ad irrequietirsi, e dovettero intervenire le autorità per sfamarle.

Mi fermai anche a Phitsanulok che non trovai particolarmente interessante, ma era comoda come tappa.

Invece a Sukhothai feci un’altra scorpacciata di rovine davvero belle. Mi ambientai anche per un altro aspetto tipico di quel paese e cioè una certa allegria nel considerare quelle che per noi sono normali precauzioni di sicurezza.

Viaggiare in Thailandia e la sicurezza

Magari non a tutti capita di essere inseguito dai cani randagi, ma in Thailandia è frequente vedere

  • tre o quattro persone su un motorino
  • intrecci clamorosi di fili elettrici
  • gente che improvvisa una cucina accendendo un fornetto con bombola a gas su un marciapiede

Tornando dai templi mi trovai su quello che doveva essere un autobus di linea con una coppia di francesi: praticamente era un cassone aperto con due panche e già quello ci pareva poco sicuro. Usare i mezzi pubblici è un’altra cosa che mi piacque tanto del viaggiare in Thailandia.

Ad ogni fermata saliva qualcuno e già da alcune noi europei ci guardavamo con aria tra l’allibito e il divertito perché ci pareva stipato quel mezzo molto sgangherato. Ci fermammo davanti ad una scuola e guardavo incuriosito tutti quei ragazzini vocianti con le loro belle divise, ancora ignaro che sarebbero stati miei compagni di viaggio: salirono tutti! Qualcuno appeso esternamente alla ringhiera o ad uno dei compagni sul bordo. Mi venne in mente la scena in cui Fantozzi per aggrapparsi all’ultimo passeggero dell’autobus, a catena li tira fuori tutti. Risi tra me e me da solo come uno scemo per tutto il tempo.

Home viaggio Viaggio in Thailandia e Cambogia: templi Buddisti, cani randagi e un’avvocatessa

Prossima tappa Visitare Chiang Mai e caduto dal ponte di bambù

due turiste molto carine, di schiena, all'interno delle rovine di un tempio Buddista a Sukhothai
Ammetto che non sono certo del perché feci questa foto Fu per il tempio che avevo già fotografato o per le due tipe

I viaggi fatti, racconti di viaggio divisi per continente

Paesi visitati nei miei racconti di viaggio

Gli aneddoti, divisi per tipologia nei racconti di viaggio

newsletter strange things traveling

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere contenuti fantastici nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

avatar dell'autore
Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale