Quella di percorrere la Via degli Dei fu un’idea che mi venne per il luglio 2020. Si tratta di un percorso di trekking che feci in solitaria.
Colsi al volo la situazione della prima estate Covid, con molto tempo per allenarmi e dovendo evitare di prendere aerei.
Ha lo stesso nome anche un percorso in Campania; io feci quello che parte da Bologna ed arriva a Firenze. 100 km che i più fanno in 6 giorni attraversando gli Appennini.

Incontri lungo la Via degli Dei
Uno degli aspetti più belli di queste esperienze è che si incontrano tante persone con cui chiacchierare e confrontarsi.
Già dai portici di San Luca si iniziano a distinguere gli altri camminatori. Gli incontri lungo la via degli Dei sono impossibili da evitare.
Solitamente chi parte il tuo stesso giorno fa più o meno le stesse tappe e gli alloggi sono poco distanti gli uni dagli altri. Quindi, rivedi la stessa gente anche in posti e giorni diversi.
Qualcuno lo superi, qualcuno ti supera; c’è il corridore, la lumaca ma anche il corridore che si ferma per fare la pennica o per rullarsi una canna.
Qualcuno pare ci debba impiegare un mese o ogni sera arriverà col buio, qualcuno rinuncia, ma una ragazza che ho conosciuto lo faceva in 3 giorni correndo!
Di sicuro se vuoi percorrere la via degli Dei in vera solitudine per cercare te stesso o quelle cose lì; meglio non farlo d’estate.
C’è anche chi dorme in tenda. Davanti a quella di due tipi simpaticissimi, al mattino (io partivo sempre presto) ho visto una damigianina di vino, vuota.
Ben presto si crea tra camminatori un clima di amicizia. Ci si saluta tutti e con qualcuno si condivide una colazione, un panino, la cena o qualche pezzo di cammino e poi perdi e ritrovi per caso.
Una sera cena super fu con la tipa del Bnb che ci fece mangiare tutti assieme in tavolate condivise delle notevoli tagliatelle fatte con impasto di ortica e stridoli. Infine per metterci anche un po’ di cultura locale ci diede delle frittelle di castagne spiegandoci il laborioso procedimento con cui vengono preparate come nei tempi antichi; sono seccate affumicandole col fumo per 40 giorni.

Il vero problema del percorrere la Via degli Dei: lo zaino
Tra i tanti incontri lungo la via degli Dei per la riuscita del mio percorso fu determinate quello con tre ragazzi di Faenza. In occasione della cena in un bellissimo giardino il primo giorno, mi diedero delle dritte fondamentali su come portare lo zaino.
Non avevo mai fatto un’esperienza simile, ed è ben diverso camminare con uno zaino pieno del pranzo rispetto ad uno con dentro panni e altro che ti può servire per diversi giorni. Io a metà percorso lavai tutto ed avevo il cambio per 3 giorni, ma considerando anche il resto è comunque un peso.
Quella sera ci fecero compagnia due pastori maremmani golosi (Blu e Luna). Per farci capire che avevano fame aprivano e chiudevano la bocca; mi parvero un po’ inquieti, ma il motivo lo capii solo il mattino dopo.
Trovo molto interessante questo articolo, e su quanto lo stesso percorso, se fatto in tempi e condizioni diverse, possa essere vissuto in maniera completamente diversa.

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