Per errori in viaggio intendo di pianificazione, di scelta degli alloggi, ma soprattutto di ignoranza nello scegliere le mete, soprattutto una.
Prima tappa, Annecy
Ricordo come ora la partenza della gita ad Annecy e Ginevra in terza liceo. Un compagno di classe aveva un enorme stereo portatile; si ascoltavano le musicassette.
La prima che ascoltammo tanto in quel viaggio iniziava con walk of the life dei Dire Straits
Questa canzone da allora l’ho sempre associata alla partenza di un viaggio.
Volli tornare a tutti i costi ad Annecy pur non essendo affatto di strada, solo per camminare dove anni prima avevo fatto qualche passo con una che mi aveva preso in giro come non mai, ma di cui mi innamorai perdutamente.
Per tutto il viaggio ebbi in testa un’altra, conosciuta all’Università, ma sempre una con cui non ci fu mai niente. Quando arrivai al Mare del nord, nel punto più lontano dove ero mai stato, le scrissi una poetica e studiatissima cartolina a cui non ebbi mai risposta.

I miei errori in viaggio da super sprovveduto
Per me era tutto nuovo e ovviamente feci molti errori in viaggio, imparando tanto. In particolare, l’insegnamento maggiore, come viaggiatore fu senza dubbio che almeno per come sono fatto io, devo informarmi e pianificare. Anche se poi sono sempre ben predisposto verso le novità, gli imprevisti e i cambi di programma che capitano puntualmente.
Per il non essermi organizzato (nei tempi senza internet era comunque più difficile) pagai lo scotto del non aver prenotato gli alloggi o comunque di non aver valutato bene le distanze e i collegamenti. A Calais vagai un paio d’ore per trovare un ostello, mentre a Londra ne avevo scelto uno economico, ma molto distante dal centro e pure dalla prima fermata della metro.

Ma tra gli errori in viaggio, il più clamoroso fu senza dubbio nella pianificazione dell’itinerario per il quale mi affidai a due carte stradali (nemmeno ferroviarie); non acquistai nemmeno una guida.
Avrei perso la guerra come quello famoso coi baffetti
Come detto, uno degli obiettivi che mi ero prefissato era di visitare i luoghi dello sbarco in Normandia. Arrivai a Calais dovei mi stupii di non trovare musei o monumenti. Entrai in un cimitero militare dove le lapidi erano quasi tutte risalenti alla Prima guerra mondiale; eppure, sapevo che erano morti a migliaia, possibile che li avessero trasferiti tutti nei loro paesi d’origine?
Con la mia grandissima ignoranza dell’epoca, commisi il medesimo errore del più famoso dei nazisti. Questi pare vennero ingannati anche per l’attività della celebre spia chiamato Garbo.
Io non ebbi a che fare con nessun Garbo, ingenuamente, guardando la cartina, avevo valutato che lo sbarco si sarebbe dovuto svolgere nel punto in cui Inghilterra e Francia erano più vicine e non centinaia di km più a Ovest. Dopo aver studiato un po’ di storia, tornai nella Normandia che più mi interessava nel 2010. A dirla tutta di storia poi ne ho studiata parecchia, e con argomento Seconda guerra mondiale ora potrei partecipare anche a un quiz televisivo!
Il pezzo di Normandia sbagliato se non altro era vicino al tunnel del canale della Manica, una delle esperienze che volevo fare assolutamente. Fu davvero strano il realizzare che eravamo sottoterra e anche sotto il mare, non potei condividerlo con nessuno dato che l’asiatico mio vicino di posto guardò fisso davanti a sé per tutto il tempo senza muovere mai la testa, pareva pietrificato.

Sempre a proposito di errori in viaggio, sento ancora sulla schiena 30 paia di mutande
Ricordo come fosse ora quando andai a comprare il mio zainone che ancora ho e a volte uso, ma solo per viaggi in auto. E’ l’attuale icona del mio blog. Adesso, per i viaggi coi mezzi pubblici, preferisco averne uno più leggero e lavarmi gli indumenti. Me lo ero riempito con una trentina di magliette e mutande, poi tanti pantaloni e qualche felpa, perché giustamente avevo intenzione di cambiarmi tutti i giorni e non avevo preso nemmeno in considerazione l’idea di lavare qualcosa. Era pesantissimo.

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