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La mia crociera nel Mediterraneo iniziò a Venezia, ma si poteva scegliere anche Ancona. Arrivai presto e colsi l’occasione per una bella passeggiata tra i canali. Inoltre posso dire di aver vissuto da dentro lo scempio delle super navi da crociera che passano davanti a San Marco, rischiando il disastro.
L’itinerario della crociera nel Mediterraneo
Le nostre tappe furono
- Venezia
- Ancona
- Santorini (Grecia)
- Myconos (Grecia)
- Kotor (Montenegro)
- Spalato (Croazia)
Qui c’è la mappa del tragitto.
Scelsi questa crociera in particolare anche perché faceva tappe in posti che mi stimolavano, ma non abbastanza da spenderci molto tempo. Quindi con questo sistema li avrei potuti assaggiare: mi riferisco a Mikonos, Santorini e Kotor. Alla fine, però quella che mi piacque maggiormente e dove infatti sarei tornato fu Spalato.

Le isole greche
La prima tappa non italiana della crociera fu Santorini. Scelsi di fare un giro organizzato in auto per l’isola; poche ora e senza il celebre tramonto, ma mi feci una bella idea. Dico una banalità nell’affermare che le isole greche sono una delizia. Ma stare una settimana nella stessa piccola, seppur meravigliosa, non farebbe per me. Diverso è l’andare in quelle grandi per un giro più ampio. Memorabile è la discesa al porto a piedi con gli asini che ti passano accanto correndo e spesso scivolando in curva sulle rampe ormai lise; arrivato alla barchetta che ci riportò sulla navona, mi sentii come se avessi scampato un pericolo.
Per via del mare un po’ agitato, purtroppo la visita a Mykonos fu ridotta a solo una passeggiata serale per il paesello, però almeno vidi uno dei pellicani che la abitano, d’estate assieme a troppi turisti.

I Balcani
Anche a Kotor (Cattaro), in Montenegro, mi sentii sopraffatto dalla folla e anche infastidito da prezzi e fare truffaldino dei negozianti. Scappai subito sulla rocca che domina la città (pessimamente manutenuta la strada per arrivarci), da dove si vede uno splendido panorama sul borgo, i resti delle fortificazioni e la baia. Mi godetti pian piano e in solitudine anche l’entrata e l’uscita da quello che ricorda vagamente un fiordo norvegese.
Tanta gente anche a Spalato, ma solo l’idea che dopo 1700 anni giravo per quello che era il palazzo di un imperatore romano, tutt’ora quasi integro, mi estasiava.
Ho avuto tempo e modo per approfondire la conoscenza di questi territori così belli per la natura, ma anche ricchi di storia.

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