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Il mio elenco su cosa fare ad Angkor venne concordato con la mia nuova amica parigina; scappare dalle scimmie non era stato preventivato!
Cosa fare ad Angkor con la miglior parigina che abbia mai conosciuto
Oltre ad essere davvero bella, era pure simpaticissima e mi faceva proprio ridere; era tutto uno scherzo e una battuta.
Tornammo assieme a Siem Reap (base di tutti i visitatori di Angkor). Me l’immaginavo nella sua vita quotidiana di avvocatessa di una grande azienda a Parigi in tailleur tutta tirata. Invece era lì con me sudata e insabbiata (per arrivare ai templi c’è solo uno stradone polveroso dove passano anche i camion), che mi diceva:
Adesso dovremmo farci una doccia, siamo impresentabili…ma chissenefrega, andiamo a bere una birra?
Adorabile.
Siem Reap è un villaggetto che si sta ingrandendo attorno ad un fiumiciattolo. Vive in funzione del sito archeologico, quindi tutto hotel e locali per turisti, comunque io l’avevo trovato divertente già la sera prima da solo.
Scappare dalle scimmie
Pianificammo assieme cosa fare ad Angkor il mattino seguente, ci tornammo sempre in bici. Appena arrivati, all’ingresso ci imbattemmo in un gruppetto di scimmie. Scendemmo dalle bici e ci avvicinammo per fotografarle.

Come detto, il parco è immenso, completamente immerso nella foresta con solo le strade e parte dei templi liberi dalla vegetazione, ed ovviamente ci sono pure gli animali, che si sono adattati alla presenza umana.
Di questo gruppo di scimmie c’era pure una mamma con piccolo al seguito. La mia nuova amica si avvicinò troppo e, sentendo il piccolo minacciato, mamma scimmia iniziò a strillare e con un balzo si avvicinò con fare aggressivo.
La parigina scappò ma la scimmia la inseguì per diversi metri prima di fermarsi. Ce la vedemmo brutta, le scimmie hanno molta forza e artigli pericolosi.
Serata di lusso
Se da una parte mi stavo godendo la compagnia, dall’altra mi sentivo in qualche modo sotto pressione, perché non avevo molto tempo per convincere anche lei, che passare più tempo assieme sarebbe stata un’ottima idea. Era mamma di due figli, da poco single, che dopo un periodo di grande stress aveva preso una decisione piuttosto forte; lasciare i bambini alla nonna e prendersi due settimane di stacco, venendo nel sud est asiatico da sola per ricaricarsi e tornare alla sua famiglia col giusto stato mentale.
Dopo la bellissima giornata, per la serata decidemmo di trattarci bene e andammo a cena in quello che era il ristorante più figo del paese, fuori dal giro dei locali per turisti tutti uguali: offrii io e credo che in totale pagai ben 8 euro.
Triste saluto ma bellissimo ricordo
La Cambogia era veramente economica e meriterebbe un’altra visita per vedere quello che è sopravvissuto ad una delle peggiori dittature dello scorso secolo.

Era quello che Laure aveva in programma, mentre io avevo voli, treni e hotel prenotati per l’ultima parte del mio viaggio ancora in Thailandia. Le chiesi se volesse venire con me. Mi disse che forse in un altro momento della sua vita l’avrebbe fatto, ma aveva scelto quel viaggio proprio per restare da sola con sé stessa.
Il sogno che feci prima di partire si rivelò preveggente a metà; conobbi una ragazza bionda sorridente, ma non prendemmo nessun autobus assieme e ci salutammo sulle sponde del Siem Reap river.
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