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Nel momento in cui pubblico questo articolo l’Abruzzo è una delle regioni che devo assolutamente visitare meglio, ma ci ho vissuto esperienze significative, tra cui il vedere cacciate dal ristorante le mie vicine di tavolo.

Dott. giocator di biglie

La prima volta che feci un viaggio in Abruzzo non fu per piacere ma un viaggio di lavoro che però fu molto divertente.

Via lastricata di un borgo medievale in Abruzzo
Quando scattai questa foto non sapevo che un giorno avrei avuto un blog quindi non sono certo di dove fossi Resta che ce ne sono tanti di borghi carinissimi

Assieme ad alcune colleghe andammo come esperti a formare altri della zona. Eravamo alloggiati a Giulianova in un hotel in riva al mare. La nostra attività era quasi solo al mattino ed essendo ancora primavera, trovammo un modo alternativo per sfruttare assieme le ore in spiaggia: giocare con le biglie.

Tornavamo in hotel tutti vestiti in maniera distinta e alla reception ci accoglievano con un personale: buon pomeriggio dottore. Dopo 20 minuti uscivamo armati di secchielli e palette (per fare le piste), salutati allo stesso modo.

Cacciate dal ristorante

Altre volte mi è capitato d’essere di passaggio dall’Abruzzo e ne ho approfittato per soste di vario tipo, consapevole che la regione merita di essere approfondita. Una cosa che mi piace particolarmente, ma non è facile, bisogna prenotare, è di mangiare in un trabocco (anche se sono carissimi!)

Un trabocco, caratteristico ristorante della costa abruzzese allestito in piccoli capanni di pesca costruiti con assi di legno e sul mare
I trabocchi sono allestiti in piccoli capanni di pesca costruiti con assi di legno e sul mare

Alla fine danno più soddisfazione le trattorie dell’entroterra. Una volta mi trovavo a pranzo nel centro di Teramo. Era di domenica e anche se inverno, con pochi posti aperti, faticai a trovare un posto in un ristorantino molto piccolo e con 6/7 tavoli.

Il titolare mi chiese se poteva andarmi bene un tavolinetto sacrificato a ridosso della cassa: dissi che non chiedevo di meno. Avendo pensato di dover saltare il pranzo perché non avevo trovato altro, la fame era incrementata. Già mi stavo pregustando le porzioni notevoli di quella cucina casereccia, e in cui lavorava l’unica altra persona dello staff oltre al suddetto titolare.

Ad un certo punto assistetti ad una scena memorabile. Le due giovani turiste molto prese dal loro telefono che erano entrate poco prima di me ordinarono un’ insalata da dividere e una bottiglia d’acqua. Il titolare del ristorante si infuriò e le cacciò letteralmente, inveendo che potevano andare in un bar se dovevano togliere un tavolo magari a qualcuno che avrebbe mangiato per davvero.

So come si sono sentite le due cacciate dal ristorante; a me capitò a Bucarest, ma perché ero da solo. Altre volte non mi fecero entrare. Nella testa bacata di quei ristoratori da mezza cartuccia io non ero un cliente abbastanza interessante. Queste invece vennero cacciate dal ristorante proprio perché non avevano ordinato abbastanza; mentre di solito io mangio anche per due.

Mangiate epiche in Abruzzo

Un’ altra volta a Pescara, ero andato in un posto celebre per gli arrosticini, me ne volevo fare una scorpacciata. Avrei preso solo quelli, ma il cameriere mi suggerì un antipastino. Mi portò una quantità industriale di cibo, senza finire gli antipasti sarei stato già pieno.

Ma il mio posto preferito, dove sono tornato, è il ristorante di un bnb vicino a Chieti. La prima volta che andai mi aveva incuriosito proprio una recensione in cui veniva citata l’antipatia del ristoratore.

Venni trattato benissimo e mangiai da Dio! Le recensioni vanno sempre ponderate, anche perché bisognerebbe sapere chi le ha scritte.

Mollare la morosa al telefono sotto alla Majella

Nella prima estate del Covid stavo con La dama dei boschi, conosciuta in cima ad una montagna. Dopo un inizio idilliaco il rapporto si trasformò in un’agonia. La situazione divenne insostenibile quando ripresi a lavorare, pretendeva di stare più tempo assieme e non andava bene nulla. Ci fu l’ennesima litigata e per una settimana non mi rispose né al telefono né ai messaggi.

Si presentò l’occasione di andar via un paio di giorni. Visto che non dava udienza andai solo: base a Pescara con trekking sulla Majella più qualche borgo. Dopo una piacevolissima passeggiata in cui avevo riflettuto su quando la serenità fosse importante per la mia salute psicofisica, mi stavo togliendo gli scarponi con una veduta splendida di mare e montagna quando arrivò la telefonata.

Non avevo voglia di parlarle e, nonostante lei non mi avesse risposto per una settimana, mi aggredì perché non le avevo risposto subito. Poi si infuriò perché non credeva fossi lì da solo e perché non gliel’avevo detto e infine si propose di raggiungermi immediatamente. Le dissi che no, non era il caso, anzi, non ci dovevamo vedere proprio più.

Trabocco, ristorante tipico della costa abruzzese sito all'interno di ex capanni di pesca. Non fu qui che vidi le tipe cacciate dal ristorante
Non fu qui che vidi le tipe cacciate dal ristorante ma in una trattoria a Teramo altrettanto pittoresca secondo me

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Fabio Viroli
Ho sempre avuto tante passioni, ma da sempre più o meno latenti, le principali sono viaggiare e scrivere. Tra le altre cose ho una laurea in psicologia; ho fatto per più di 30 anni l’allenatore di basket; leggo tanti libri; sono stato molto appassionato di sport e di musica rock; e faccio improvvisazione teatrale