Il dormire negli ostelli fu un’altra grossa novità di questo viaggio e per un povero studente lavoratore stagionale, fu un modo per risparmiare, ma anche per fare amicizia. Infatti, nell’epoca in cui si parlava con le persone, negli ostelli si facevano conoscenze interessanti.
La foto in evidenza è stata generata dall’intelligenza artificiale.

Dormire negli ostelli: le pizze americane e Angelo Branduardi

Questo scambio di battute lo ebbi con una ragazza statunitense che definirei patriottica.
La pizza l’hanno inventata in America
Ma come fai a dire una roba simile, perché?
Perché è buona, quindi Americana
A parte averli scelti male perché troppo distanti dai centri e per l’inevitabile scomodità e tal volta scarsa pulizia, quello di cui ricordo più volentieri era proprio a facilità con cui era possibile incontrare altri viaggiatori.
Per la prima volta mi confrontavo con persone magari con interessi simili come il viaggiare, ma diverse e con vissuti diversissimi. Purtroppo, non è più così; da una parte perché la gente è troppo impegnata col proprio telefonino per chiacchierare con gli sconosciuti e inoltre, almeno per gli occidentali, anche se veniamo da paesi diversi, siamo diventati tutti molto più uguali. A fine anni ’90 in giro per l’Europa, potevi intuire se uno potesse essere italiano o meno dall’abbigliamento; adesso lo si capisce solo per il gesticolare, perché da San Francisco a Tokio ci vestiamo tutti allo stesso modo.
Comunque, fu memorabile la disputa sull’origine della pizza con la ragazza americana; o il vedere per la prima volta quello che si era fatto un piatto di pasta e l’aveva condito di sola maionese; o il constatare che per due ragazze Belghe l’Italia era famosa per via di Angelo Branduardi di cui erano grandi fan.
Le mutande cambiate al volo
L’episodio più spettacolare della mia prima esperienza di dormire negli ostelli fu senza dubbio in Scozia. Ero in una camera mista e mi stavo rilassando a letto nel tardo pomeriggio prima di uscire, quando entrò una ragazza. Convinta stessi dormendo, non mi badò affatto e proprio all’altezza del mio sguardo vidi la scena di lei che si toglieva i pantaloncini e cambiava le mutande, uscendo subito dopo.

Romanticone imbranato, mi sbloccai in viaggio
Per quanto riguarda le donne, anche a casa avevo una grande facilità nel conoscerle e molte me le facevo amiche, ma non concludevo mai e in particolare mi incaponivo per anni in storie platoniche in cui non venivo ricambiato.

Ma in giro per l’Europa, addirittura parlando col mio inglese sgangherato, qualcosa combinai anche col gentil sesso. Un’eccezione delle tante conoscenze parlando inglese fu a Londra. Girando per le bancarelle di Portobello conobbi due italiane. Erano in fila davanti a me, non fu difficile riconoscerle perché una aveva scritto nello zaino qualcosa come “Viva Ligabue”. Passammo alcune ore molto piacevoli, loro erano in vacanza studio e di Riccione, ma non ci beccammo più; almeno adesso coi social è più facile mantenere i contatti.
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